Ma un tema meno esplorato riguarda il perché antropomorfizziamo i nostri gadget? Quali sono i fattori che favoriscono la nascita di questi rapporti peculiari fra persone e gadget tecnologici? Uno spiraglio di luce su almeno uno di questi fattori è arrivato da una ricerca svolta in collaborazione fra Università di Chicago ed Università di Harvard, alla quale ha collaborato anche John Cacioppo, esperto del tema “solitudine”. E l’esperimento svolto dal team ha esplorato proprio la possibilità che uno stato di solitudine e di scarsa connessione sociale sia correlato ad un’aumentata tendenza delle persone a compensare creando un senso di connessione con entità non umane come i gadget, attraverso l’antropomorfizzazione.
I ricercatori hanno fatto leggere presentazioni d 4 gadget ai partecipanti allo studio. I gadget erano: Clocky (una sveglia con le ruote che “scappa via” in modo che ci si deve alzare dal letto per spegnerla), CleverCharger (un caricabatterie progettato per evitare di caricare oltre il necessario le batterie), Pure Air (un purificatore d’aria per persone con allergie o problemi respiratori), Pillow Mate (un cuscino a forma di torso umano che può essere programmato per dare degli “abbracci”). Dopo aver letto le descrizioni, i partecipanti rispondevano ad un questionario destinato a valutare quanto antropomorfizzavano i gadget (chiedendo di indicare quanto ritenevano che il gadget fosse dotato di “una mente sua”, “intenzioni”, “libero arbitrio”, “coscienza”, ed “emozioni”) ed un questionario per valutare lo stato di solitudine del partecipante.
I risultati, pubblicati in un articolo sulla prestigiosa rivista Psychological Science, indicano che lo stato di solitudine era positivamente correlato al livello di antropomorfizzazione: più le persone erano sole e socialmente disconnesse, più era forte la tendenza ad antropomorfizzare i gadget.
Nel riflettere sul risultato, i ricercatori ipotizzano che i particolari rapporti fra persone e gadget nella società tecnologica presentino similitudini con quelli che - da tempi molto più lontani - le persone creano con le icone religiose o con gli animali domestici. E infatti nel seguito dell’articolo si lanciano in due ulteriori esperimenti: uno concernente il bisogno di credere in agenti soprannaturali antropomorfi nel proprio rapporto con la religione, ed uno sulla tendenza ad antropomorfizzare i cani. Ed i risultati sono analoghi a quelli dell’esperimento con i gadget: più la persona si sente sola e socialmente sconnessa, più il suo senso religioso è fatto di agenti soprannaturali antropomorfi (nel secondo esperimento) e più tende ad antropomorfizzare i cani (nel terzo esperimento).
© 2010 Luca
Chittaro, Nova100 - Il Sole 24 Ore.
CATEGORIE: Interazione Uomo-Macchina, Prima pagina, Ricerca, Scienza, Tecnologia
TAGS: antropomorfizzazione, gadget, Interazione Uomo-Macchina, iPad, iPhone, John Cacioppo, psicologia, psicologia sociale, religione, solitudine
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Scrivi un commento