Radioattività in Italia: misurazioni degli ultimi 7 giorni

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In questi giorni, i media ci informano che è scoppiata in Italia la “psicosi radioattività”.  Conoscendo qualcosa su come funziona la percezione del rischio (nonche' la paura) negli esseri umani, nell’attesa che si verificasse questo inevitabile fenomeno ho collegato una settimana fa un rilevatore geiger (il tubo usato e' un Centronic ZP 1401) al computer ed iniziato a registrare 24 ore su 24 i valori di radioattività nell’ambiente, per poter scrivere in un'ottica di citizen science con un qualche dato in mano.

Il grafico che vedete sopra riporta l’andamento della radioattività (misurata nella città di Udine) dalle ore 9:00 del 18 Marzo alle ore 9:00 di stamattina (25 Marzo). L’unità di misura è il µSv/h (microSievert/ora).  Come vedete, durante la settimana di registrazione, il livello di radioattività massimo registrato e' stato di 0,19 µSv/h ed il minimo di 0,13 µSv/h. 

Il fondo naturale di radioattività a cui siamo tutti normalmente  e quotidianamente esposti (perché arriva dallo spazio attraverso i raggi cosmici o da isotopi presenti in modo naturale nell’ambiente) si aggira tra 0,1 e  0,3 µSv/h (a seconda del luogo di residenza). Quindi, nell’intervallo di tempo misurato, personalmente non vedo nulla di cui debba preoccuparmi.

Va invece ricordato che mentre nei giorni scorsi guardavamo al cielo spaventati dalla “nuvola giapponese”,  respiravamo a pieni polmoni varie sostanze che costituiscono un rischio certo per la nostra salute. Per fare solo un esempio, le polveri sottili (e quelle sì sforano abbondantemente i limiti di guardia spesso e volentieri in Italia). Ma per quel tipo di rischi i media danno un’informazione molto asettica e limitata, non innescando il meccanismo irrazionale del “risk as feelings”.  Come disse Bruce Schneier, l’esperto di sicurezza: “E’ quando un rischio smette di fare notizia che devi iniziare a preoccupartene”.

© 2011 Luca Chittaro, Nova100 – Il Sole 24 Ore

  • Umbs |

    Io mi chiedo: gli oggetti made in japan ed importati qui in italia, potrebbero risultare anch’essi contaminati ed essere dannosi per la salute anche se, non essendo alimenti, non vengono ingeriti? Soprattutto oggetti che possono essere a stretto contatto col corpo come orologi o macchine fotografiche…
    Molte persone si preoccupano solo per gli alimenti… nessuno pensa ai numerosissimi oggetti (soprattutto tecnologici) prodotti in Giappone.
    Saluti.

  • diana |

    @ ring:
    ‘silver’? una nuova unità di misura per la dose equivalente?! 😉

  • ring |

    Mi sembra che non sia il caso di entrare in discussioni tecniche, anche perchè si confonderebbero le idee e non si risolverebbe il problema. In ogni caso a grandi linee i “silver” misurano parametri fisici che non posssono avere una biunivoca corrispondenza con l’assorbimento tissutale, cosa che invece fanno i Rad o i Rem, ovviamente, trattandosi nel mio caso di un normale COunter Geiger-Muiller, misurano media tipo sorgente radiazione ionizzante, comprensiva anche del Radon. Per valutare la media tissutale bisognerebe usare uno Spettrofotometro ad assorbimento atomico. Ora con i Rad/h c’è la possibilità di valutare in modo più specifico gli Standard Tecnologici e quelli Sanitari.
    Per quanto riguarda i rilevamenti degli ultimi quattro giorni, posso tranquillizzare tutti: i valori si sono abbassati sotto il livello soglia, cioè sono pressochè nella norma (7-8 MicroRad/die). Saluti a tutti

  • elisa |

    Ma rispondete a me dobbiamo prendere iodio anche supplemento della dieta o no

  • kalamin |

    E’ noto che è impossibile confrontare rad (o, meglio Grey) con Sievert senza conoscere il fattore di qualità. In poche parole è impossibile trarre informazione comparando il post (trnquilizzante) di Chittaro e quello (allarmistico) di ring. Qual è lo strumento usato da ring? Che assunzioni pone (media tipo tessuti umani, media tipo sorgente radiazione ionizzante)?

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