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Come nasce il design di un nuovo telefonino (in Sony Ericsson)

Jeanna_kimbre telefonini sony ericsson Jeanna Kimbré (v. foto a sinistra) e’ direttrice della divisione di Creative Product Design di Sony Ericsson Mobile, in Svezia. Ho avuto modo di ascoltarla la scorsa settimana a Stoccolma, dove ha tenuto il discorso di apertura delll'annuale conferenza internazionale sulle interfacce dei dispositivi e servizi mobili (Mobile HCI 2011). Il suo intervento ha suscitato molto interesse perche' ha illustrato i "dietro le quinte" di come vengono creati i nuovi design di telefonini a Sony Ericcson. Cerco di riassumerne alcuni dei punti salienti nel seguito.

Percepire il "clima sociale". Il primo passo da compiere, prima di mettersi a pensare ad un nuovo design di telefonino e' sentire il "social climate" degli utenti per cui si vuole creare. Per raggiungere questo obbiettivo, l'azienda usa diversi metodi: (i) ha localizzato i propri centri di design in 4 contesti culturali diversi (Svezia, Giappone, USA e Cina), (ii) compie studi di tipo etnografico in cui gli utenti vengono osservati nei loro ambienti sociali naturali (negozi, bar, strade,…), (iii) analizza i media e gli artisti locali, (iv) invia i propri designer in viaggi di approfondimento dei contesti culturali che non conoscono.

Progettare emozioni. La relatrice scherza sul vecchio motto della Bauhaus ("la forma segue la funzione") e dice che "form follows function" e' ancora un principio che seguono in Sony Ericsson, ma che ne hanno dovuto aggiungere un altro: "form follows fun!" ("la forma segue il divertimento"). Gli utenti cercano emozioni nei design dei loro telefoni e al design basato sulla ragione bisogna quindi affiancare il design basato sulle emozioni. In tal senso, la lezione proposta e' in completa sintonia con quella di altre aziende (vedi ad esempio questo pezzo sul design in Samsung) e con i guru dell'interazione uomo-macchina come Donald Norman (v. pezzo sul design di emozioni).

Un team con varie figure professionali.  Nel gruppo diretto della Kimbré, operano persone che appartengono a quattro tipi di figure professionali diverse che collaborano assieme per creare il nuovo design di telefono: (i) industrial designer, che si occupano di progettare il telefono dal punto di vista fisico e meccanico, garantendo che il prototipo realizzato quasi a mano in pochi esemplari possa essere poi prodotto da una fabbrica che ne sforna centinaia di migliaia di copie, (ii) color and materials designer, devono scegliere di cosa e' fatto il telefono, andando a considerare anche le sensazioni visive e tattili che i materiali e i colori creano nell'utente o ragionando sui pigmenti per garantire la costanza dei risultati nella produzione (incidentalmente si apprende dall'intervento che nel gergo di questi designer adesso e' il momento dei "new metallics" e dei "neutrals"), (iii) graphic designer, si occupano di vari aspetti che vanno dal packaging in cui il telefono verra' consegnato all'utente (e anche il packaging deve essere bello e coerente con il design dell'oggetto contenuto nella scatola), ai motivi grafici che vengono disegnati fisicamente sul telefono (o digitalmente sullo schermo) e realizzano infine i prototipi virtuali in grafica 3D dei nuovi design per poterli eventualmente modificare e scartare prima di passare alla prototipazione fisica, (iv) studio engineers, che supportano i designer nella realizzazione dei prototipi.

Xperia sony ericsson Un caso rilevante. Per illustrare il metodo di lavoro in pratica, la relatrice mostra alcune immagini su come nacque il mini-telefonino Android Xperia X10 mini.  Si parte con il "social climate" e l'esigenza percepita da molti utenti (ma non soddisfatta) di avere un telefono con le funzionalita' di uno smartphone ma che non sia cosi' ingombrante. Si passa poi a immagini di stanze piene di simulacri di telefonini e pezzi di materiali vari sparsi in giro e ai video con i prototipi 3D realizzati prima del prototipo fisico. La Kimbré va particolarmente fiera dell'idea che hanno chiamato Human Curvature e che e' stata seguita nel creare il dispositivo: "Il corpo umano e' fatto di curve, non di rette. E cosi' deve essere fatto un telefonino per stare in contatto ottimale con il corpo umano".

Differenze di genere. Quando il suo team va a far valutare i nuovi telefoni dagli utenti, la relatrice sottolinea che notano tipicamente che "i maschi tendono a dare troppa importanza alle specifiche tecniche come risoluzione o dimensione dichiarata del display", mentre bisognerebbe fidarsi di piu' dei propri sensi: vedo bene questo schermo? che sensazioni mi da' questo telefono? riesco a usarlo facilmente? A quanto riferisce, le donne invece hanno un comportamento molto diverso dagli uomini: non fanno alcuna domanda sulle specifiche tecniche e iniziano subito a rigirare il nuovo dispositivo fra le mani.

© 2011 Luca Chittaro, Nova100 – Il Sole 24 Ore.