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Interfacce Utente Davvero Sostenibili

Interfacce sostenibilita sostenibile sostenibili interfacciaSul Sole 24 Ore (inserto Nòva) di ieri (16 Febbraio), e' apparso un mio articolo sulla sostenibilità nell'ecosistema digitale, una delle nuove frontiere dell'Interazione Uomo-Macchina. Dato che il pezzo è successivamente stato pubblicato on-line dal sito principale del Sole, lo riporto qui sotto per i lettori del blog, aggiungendo alcuni link di approfondimento ad un paio di altri pezzi che ho scritto in questi ultimi anni.

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Viviamo vite parallele. Una nell'ambiente naturale, in cui la sostenibilità dei nostri comportamenti è condizione fondamentale per la biodiversità. L'altra in un ecosistema digitale dove i comportamenti sono sequenze di click. Per affrontare la complessità e le sfide che incontriamo, ci affidiamo sempre di più a dispositivi informatici e il fiume digitale esonda nel mondo naturale sul quale non agiamo più in modo diretto, ma attraverso un'esperienza mediata dai computer. L'interfaccia utente è il nuovo territorio della mente, un nonluogo che diventa strumento primario attraverso cui conosciamo ed agiamo, nel lavoro, nel divertimento, nelle relazioni sociali.

Nel mondo naturale, l'uso di uno strumento non è sostenibile se danneggia ed estingue le risorse del pianeta, come le fonti di energia, l'aria, l'acqua. Nel mondo digitale, non siamo abituati a parlare di sostenibilità. Per scoprire quali risorse possono essere minacciate dall'uso di interfacce, dobbiamo rivolgere lo sguardo al nostro interno. Una prima risorsa preziosa è l'attenzione, la capacità di focalizzare percezione e pensieri su ciò che è importante, per favorirne un'elaborazione profonda. L'inquinamento, la tossicità nell'ambiente digitale prendono le forme del sovraccarico informativo e della distrazione pervasiva. I dispositivi che usiamo sanno sommergerci con una massa di informazioni e stimoli che eccede grandemente la capacità attentiva.

Questa pressione disorienta, causa stress e porta a scelte subottimali o sbagliate. Con risorse cognitive prosciugate, funzioniamo meccanicamente: comportamenti automatici evitano la paralisi al prezzo della qualità decisionale. Ad esempio, ci fissiamo su di un numero molto limitato di informazioni che ci colpiscono, anche se poco utili per affrontare la situazione (fenomeno di "tunnel vision"); crediamo alle prime informazioni ricevute su di un tema e rifiutiamo successivi argomenti che le contraddicono ("confirmation bias"); ricorriamo ad euristiche sociali quali imitare le scelte che fanno i nostri amici. Una capacità attentiva deteriorata influisce negativamente sulla memoria, seconda importante risorsa, con cui l'attenzione è interdipendente. E l'effetto domino si propaga alla risorsa della conoscenza, in quanto i processi di ragionamento che la distillano dalle informazioni richiedono disponibilità di attenzione e memoria.

Proposte per mitigare questi effetti suggeriscono maggior automazione dell'ecosistema digitale: diminuire il sovraccarico facendo filtrare e riassumere dall'interfaccia le informazioni da presentare; affidare livelli decisionali al computer lasciando all'utente la possibilità di indicare obbiettivi, di monitorare la macchina e sostituirsi ad essa in caso di anomalie. Ma in un contesto socio-tecnico complesso il paradosso è sempre in agguato: affidare alla macchina le decisioni su quali sono le informazioni importanti ed i piani di azione dequalifica gli esseri umani proprio in quelle competenze che sono fondamentali quando il comportamento della macchina è anomalo. L'utente chiamato ad agire in prima persona non è più abituato a farlo, perché le evenienze in cui una buona automazione fallisce sono rare e le abilità umane vanno praticate per rimanere di qualità.

La sostenibilità nell'ambiente digitale richiede quindi una più attenta progettazione delle interfacce che includa la considerazione dei loro effetti sulle risorse cognitive. E, come nell'ambiente naturale, richiede anche di considerare il proprio stile di vita. L'utente deve valutare quando, quali e quanti dispositivi vuole usare, perché interazioni che considerate singolarmente sono sostenibili, combinate assieme possono di nuovo depauperare le sue limitate risorse.