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E se gli hacker attaccano gli aerei di linea?

787cockpit
Fino ad ora lo scenario delineato nel titolo era di fantasia. I servizi Internet a bordo degli aerei di linea erano offerti da reti completamente scollegate dai computer di bordo critici dell’aereo ed i computer critici non offrivano la possibilita’ di collegamento con modalita’ wireless.

Ma la situazione e’ destinata a cambiare. Fra le funzionalita’ avanzate del nuovissimo Boeing 787 (qui a sinistra, una foto dell’abitacolo), che entrera’ in servizio alla fine del 2008, e’ stata introdotta proprio la possibilita’ di collegamento wireless all’architettura di rete che comprende tutti i sistemi informatici di bordo. Le potenzialita’ offerte da questa architettura sono molteplici: si va da una maggior flessibilita’ ed efficienza delle operazioni di manutenzione e di volo (i vari addetti della compagnia aerea possono scaricare o caricare informazioni negli opportuni computer semplicemente attraverso onde radio oppure, durante un’emergenza, i computer possono trasmettere e ricevere informazioni da terra per gestirla meglio) a servizi che coinvolgono piu’ direttamente i passeggeri (ad esempio, la possibilita’ di inviare e ricevere mail o parlare con Skype dai propri portatili e dispositivi mobili durante il volo o avere accesso in sola lettura ad alcune informazioni sul volo contenute  nei computer di bordo).

Ovviamente Boeing si sta ponendo il problema di impedire l’accesso alle parti critiche dell’architettura (quelle che controllano o influenzano il volo dell’aereo) da parte di persone non autorizzate, ma la FAA (Federal Aviation Administration) e’ preoccupata per i potenziali rischi di questa innovazione e, come riportato dal sito specializzato in aviazione FlightGlobal, ha chiesto a Boeing di:

  • dimostrare che l’accesso non autorizzato all’hardware, software e database critici dell’aereo e’ impossibile;
  • dimostrare che tale accesso e’ impossibile anche nei momenti in cui  il personale sul campo esegue l’upload wireless verso l’aereo di applicazioni e database.

Io comunque mi preoccuperei un po’ anche del software non critico: un
hacker che prende il controllo del sistema (non critico) di
informazioni ai passeggeri in cabina e fa comparire sui display ad essi
destinati cio’ che vuole lui puo’ comunque causare delle situazioni di
caos non indifferenti.

Vedremo ora come rispondera’ Boeing a queste richieste della FAA. Una prima risposta informale accenna all’uso di firewall per proteggere il software critico. Questo crea curiose e finora inattese analogie con i PC che usiamo ogni giorno. Chissa’ se, quando a breve saliremo su
questi aerei di nuova generazione, dovremo chiedere:  "Avete installato l’ultima
versione del firewall?"