Il commercio elettronico si ferma a Lonate Pozzolo?

Poste giapponesi
 

Una delle affermazioni tipiche che vi sara' capitato di sentire o leggere per spiegare l'importanza del commercio elettronico suona piu' o meno cosi': "Con pochi click, potete fare acquisti in tutto il mondo e ricevere la merce facilmente ed in pochi giorni a casa vostra". Vero in generale, ma falso per noi italiani per quanto riguarda quel facilmente ed in pochi giorni. E se avete bisogno di "prove ufficiali", ne ho scovata una poco fa sul sito delle Poste Giapponesi, che dedica un'emblematica pagina di avvertimento a chi voglia spedire pacchi ad indirizzi italiani (riporto la schermata qui sotto, fai click su figura per ingrandire), mettendo in guardia sul fatto che i pacchi rimangono fermi in Italia per lunghi tempi prima di essere consegnati al destinatario. Divertente (o totalmente demoralizzante a seconda dei punti di vista) la frase che dice "Se decidete ugualmente di spedire la vostra posta anche dopo aver saputo che le condizioni di consegna sono sfavorevoli,…"("If you decide to send mail even after the knowledge that delivery conditions are unfavorable,…").

Poste italiane

Ho inizialmente pensato che questo possa essere un problema generalizzato all'Europa per quanto riguarda le merci provenienti da paesi extra-UE, ma no, il sito delle poste Giapponesi non dedica una simile pagina agli altri paesi UE. Siamo noi ad avere il "privilegio" di una pagina speciale come quella. A questo punto, dato che il prestigio dell'Italia nel mondo e' un tema di cui la politica ama parlare, forse sarebbe il caso che essa se ne preoccupi (ad esempio, provate a chiedervi qual'e' il messaggio che quella pagina delle Poste Giapponesi invia alle aziende straniere che vogliono fare business con l'Italia?). E preoccuparsi non significa fare pressioni sul Giappone perche' rimuova la pagina, quanto rimuovere le inefficienze che portano all'esistenza di quella pagina. Per portarvi avanti nel lavoro, ho fatto un paio di ricerche Google e non ci si mette molto a capire la situazione.

I pacchi extra-UE quando arrivano in un paese europeo sono soggetti ad IVA ed eventuali dazi e fin qui nessun problema: l'acquirente che compra su Internet da paesi non europei deve pagare le tasse dovute. In Italia, l'Agenzia delle Dogane ha affidato il compito di applicare e riscuotere tali tasse alle Poste Italiane (e ci tiene a precisarlo), che lo eseguono presso i propri centri di smistamento, in particolare  Lonate Pozzolo (Varese) e Fiumicino. E se volete avere lunghe serie di testimonianze di prima mano da parte dei cittadini della customer experience che ne risulta, potete provare le seguenti due ricerche riguardanti rispettivamente problemi con Lonate Pozzolo e problemi con Fiumicino. Troverete una lunga serie di "horror story" in cui i pacchi rimangono fermi settimane (o anche mesi) nei centri di smistamento ed i malcapitati destinatari telefonano ripetutamente a numeri ai quali non risponde nessuno od inviano fax ed e-mail con lo stesso esito. E, guardando alle date delle varie testimonianze, la cosa sta andando avanti da anni.

Va anche aggiunto che il servizio svolto al centro di smistamento si paga. Per esso le poste richiedono vari diritti (vedi tariffe sul sito Poste Italiane), che vanno aggiunti all' IVA ed ai dazi dovuti (oltre che alle spese postali gia' pagate al sito di e-commerce).

© 2009 Luca Chittaro, Nova100 – Il Sole 24 Ore

  • ciaociao |

    Vorrei far notare che i giapponesi hanno creato una nuova lingua: Enligsh: Laguages that can be used for addressing mail and filling in documents are Enligsh, French or Italian. Writing only in Japanese may result in the return of mail。

  • loris |

    Ecco, avessi letto prima questo articolo!
    Sono appena entrato nella nebbia di Lonate Pozzolo.
    A me ad un paio di mail hanno risposto, ma in un modo..

  • grouchomax |

    Se siamo un paese del terzo mondo (anche se ancora in molti pensano il contrario) sarà pure giusto essere trattati come tali.
    Quel che non capisco è come ci si arriva a tale pagina se esiste un link informativo diretto o se si richiedono info particolari sulle spedizioni in Italia. Nei due casi per uno saremmo lì in bella visione per le risate degli altri, nell’altro almeno si viene a conoscenza del fatto solo se realmente si richiedono info sulle spedizioni in italia.
    Piuttosto è bello vedere i paesi che ci fanno compagnia nella bad list (e questa è raggiungibile direttamente): http://www.post.japanpost.jp/int/information/delay_en.html
    A parte il Canada e i suoi motivi strettamente sanitari direi che siamo in buona compagnia…

  • Sergio |

    Concordo in pieno. Ma, a sua conoscenza, quando una qualunque ditta progetta e lancia sul mercato un nuovo sistema (di qualsiasi natura, dal sito web al telefonino) con relativa interfaccia, esegue effettivamente tutta una batteria di test ed esperimenti sugli utenti del proprio prodotto, oppure, in ultima istanza, si fida del giudizio dell’esperto di turno e si getta sul mercato?
    Glielo chiedo perchè, come D. Norman spesso ripete, la psicopatologia degli oggetti (e dei sistemi interattivi) quotidiani pare tutt’altro che un brutto ricordo…

  • Luca Chittaro |

    Rispondo all’off-topic in generale, dato che di interfacce alla “minority report” o che promettono di “essere intelligenti e capire i desideri dell’utente” ne vengono ultimamente proposte a bizzeffe (quindi rispondo per tutte con una sola frase). Il test ultimo per dire se i vantaggi promessi sono reali o no e’ quello sugli utenti, condotto seguendo metodi scientifici: se l’interfaccia e’ cosi’ intuitiva ed intelligente come dice di essere, il test mostrera’ che effettivamente le prestazioni degli utenti migliorano significativamente rispetto alle interfacce tradizionali.

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