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Appunti da Venice Sessions 4: il Futuro dei Media (prima parte)

Venice sessions Scrivo in diretta dalla Venice Session 4,  organizzata da Telecom Italia presso il suo Future
Centre di Venezia
  (avevo parlato di precedenti Venice Session in questo, questo e questo pezzo). Il tema del meeting di oggi è "Il futuro dei media nell'era digitale" e ciò che segue sono alcuni frammenti delle relazioni, che raccolgo al volo e trasferisco qui in tempo reale.

Dopo i saluti di Franco Bernabe' e Luca De Biase, il primo relatore è Nicola Greco, developer sedicenne, che cerca di trasmettere come i "nativi digitali" vedono la rete. Apre dicendo che già attualmente ha quasi totalmente abbandonato i media tradizionali a favore di quelli digitali che gli permettono di avere accesso a che contenuti vuole, quando vuole, anche in mobilità. RIassume il requisito che ogni media futuro deve soddisfare media in uno slogan "We choose to get what we want, where we want". Ad esempio, Internet è meglio dei libri e delle enciclopedie cartacee perchè è sempre aggiornata e fornisce un accesso più pratico. Luca De Biase gli chiede di Twitter: si dice che i giovani non usino twitter, è vero? Nicola risponde che il problema è che Twitter offre pochi servizi a differenza di Facebook (ad esempio, caricare le foto è un servizio molto richiesto dai teenager) e non permette di vedere ed interagire con gli amici on-line.Arriva una seconda domanda dal pubblico: che ne pensi della privacy? Risposta: sulla privacy, i ragazzi continuano a concepire la rete come un mondo virtuale, sganciato da quello fisico, e non riflettono a sufficienza sulle conseguenze delle azioni on-line e della persistenza per anni in rete di ciò che condividono.

Segue Sir Martin Sorrell, CEO del WPP Group, leader mondiale del mondo della pubblicità e della comunicazione. Apre con una battuta all'inglese, dicendo: "Passiamo ora dal sublime al ridicolo, da 16 anni a 64 anni". I nostri clienti sono le più importanti multinazionali e attualmente 25% del nostro business riguarda l'on-line, il prossimo anno si pensa di crescere al 30%, ma qui in Italia siete a dei livelli molto più bassi, circa la metà dei paesi più avanzati. E' sempre più critico capire come i consumatori prendono decisioni e dedichiamo una fetta consistente del budget a questo tipo di ricerca. Diversificazione geografica e comportamenti on-line sono le due grosse parole chiave oggi per chi guida le multinazionali.  La globalizzazione era inizialmente partita come un'americanizzazione del mondo, ma ora si assiste ad uno shift di potere che coinvolge sempre più l'Asia. Gli operatori mobili di nazioni come Cina ed India stanno raccogliendo centinaia di milioni di abbonati e forniscono il principale canale di accesso alla rete.
La grande sfida del marketing non è tanto come rivolgersi ai giovani ed ai teenager, ma agli anziani, che sono la fascia della popolazione in maggior espansione. I giornali e le riviste stanno cadendo come mosche nelle nazioni occidentali: per WPP, è importante introdurre il pay-per-view in rete per permettere ai media di sopravvivere, il problema è capire quali sono i contenuti critici per cui le persone sono disposte a pagare. I nuovi media e i social network danno alle multinazionali la possibilità di comunicare meglio anche internamente: per trasmettere in modo più chiaro la propria struttura ed obbiettivi.
Luca De Biase chiede se la rete, incoraggiando la partecipazione attiva delle persone, ha causato una perdita di credibilità della pubblicità tradizionale. Sorrell non risponde puntualmente sulla credibilità,ma riprende discorsi precedenti. La comunicazione 1-a-1 introdotta dalla rete ha frammentato il settore. Fra 10 anni, alla Venice Session 14, ci sarà al posto mio un qualche relatore di Bangalore, India, che parlerà di come ha spiazzato Google introducendo un nuovo modello. La rivoluzione digitale ha portato benefici ai consumatori ma fa soffrire i produttori.

E' il turno di Giuseppa Vita, presidente del gruppo editoriale internazionale Axel Springer (150 giornali e riviste, fra cui il tedesco Bild, in 30 nazioni diverse), che esordisce riprendendo il thread dell'età e definendosi "fossile" per i suoi 75 anni. Sottolinea poi come, per la prima volta nella storia dell'umanità, sono ora gli anziani che imparano dai giovani. Ogni 20 minuti al mondo vengono pubblicati un numero di lavori scientifici che può riempire l'Enciclopedia Britannica. Nessuno è più in grado di digerire la mole di informazioni prodotta. La Axel Sprigner non sta soffrendo per l'avvento dei media digitali. In Germania il 70% della popolazione legge i giornali. Nel 1990 Bill Gates dichiarò che nel 2000 non avremmo visto più un giornale stampato, mentre il 2000 fu uno degli anni con i migliori bilanci per la carta stampata.Oggi si ci sono giornali che soffrono di crisi di tiratura, ma riflettete sul fatto che i giornali rimangono ancora la fonte più citata ("ho letto su…"). Da 1 a 2 ore al giorno vengono spese dai dipendenti delle aziende a navigare su Internet per scopi che non riguardano l'azienda. Un problema delle notizie su Internet è spesso l'affidabilità: cita l'esempio di un post su Internet contenente informazioni false su United Airlines che – ripreso da Bloomberg – ha fatto crollare il titolo. Dei 10 portali Web di Axel Springer (per cui hanno speso negli ultimi anni 600 milioni di euro), 7 fanno già utili con la pubblicità. Uno dei portali disponibili in italiano è Al Femminile.Abbiamo 60'000 giornalisti che lavorano per il portale di Bild, perchè permettiamo agli utenti di mettere foto e video. Ogni numero di Bild espone una "ragazza con i seni al vento" e questa è una scelta strategica che viene seguita da appositi specialisti (ma non dice che genere di specialisti). Anche il giornalismo del futuro continuerà ad avere bisogno di autori credibili e carismatici.

Arriva la pausa caffè. Pubblico questo post e ci risentiamo dopo.

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